mercoledì 6 novembre 2013

L'Assenza del Padre e le superne cazzate di Concita De Gregorio

Che Concita De Gregorio sia una specie di esempio incarnato dell'evidente sopravvalutazione della libertà di parola è concetto che qualsiasi homo sapiens opportunamente alfabetizzato è in grado di comprendere da solo. A volte, tuttavia, sarebbe bene ribadire quanto la sessuofobia interiorizzata di questo sedicente 'giornalismo femminile', che sfrutta il proprio potere mediatico e la propria (relativa) dimestichezza linguistica per ergersi a portavoce delle istanze di tutte le portatrici di utero del pianeta, serva solo a veicolare visioni del mondo imbarazzanti per qualsiasi società democratica e civile. E' piuttosto sconfortante trovarsi a ricordare alle tante De Gregorio di turno che l''assenza del padre' non rappresenta affatto una premessa automatica di perdizione morale, e che nelle buone società di una volta, quando i treni arrivavano in orario, non esistevano i social network e i seni non 'esplodevano nelle magliette', tanti ottimi padri di famigliatradizionale™ potevano tranquillamente scoparsi le proprie figlie e i propri figli con il benestare di tutto il borgo, magari anche della moglie, del parroco e del farmacista. Perché se si può concordare con il fatto che in questa storiaccia i genitori possano aver avuto responsabilità determinanti, credere che la presenza della 'famiglia' nella sua formula base sia condizione sufficiente a garantire felicità e stabilità è, oltre che ingenuo, senz'altro disonesto e spietato. Specialmente nei confronti dei tanti per i quali la famigliatradizionale™ è stata quasi solo fonte di dolore ed emarginazione.
 
Balthus - L'età d'oro